Natale con i tuoi, Festa di Dischi Sotterranei con chi vuoi
Come raccontare la Festa di Dischi Sotterranei a chi non c’è stato? E come raccontare questa nello specifico, in un 2024 in cui moltissime band del roster hanno presentato (o stanno per presentare) progetti nuovi e in cui la scena sembra aver raggiunto una maturità sorprendente nel giro di pochi anni nella folgorante ripresa post covid?
Due notti di musica, mosh pits, birra, pizze, calcio balilla, nebbia (e Post Nebbia) di incontri e scoperte, per poi salutarsi a castagne e vin brûlé di domenica sera, perché si ha voglia di stare ancora assieme, come in una grande famiglia che ogni anno si riunisce e diventa sempre più grande, sempre più bella e sempre più nuova. Ben 24 artisti in totale in tre serate, tra l’apertura in Casetta Zebrina delle 18.00 fino all’inizio vero e proprio al centro sociale occupato Pedro, a Padova, nel quartiere Arcella, dalle 21.30, in cui senza sosta si alternano sul palco artisti fino a notte fonda.
11 Anni di Dischi Sotterranei, lunga vita a Dischi Sotterranei
Per chi magari fosse lontano da Padova potrebbe sembrare sorprendente che in una realtà apparentemente provinciale si ritrovi il centro di una scena culturale underground tra le più vive in Italia. Eppure tra Radio Sherwood e lo Sherwood Festival e la presenza di una cultura underground radicata nel tempo, la nascita di una realtà come Dischi Sotterranei nel 2013 non è casuale. La forza dell’etichetta, che accoglie nel suo roster band come Post Nebbia, New Candys, C+C Maxigross, Coca Puma, Visconti e dallo scorso anno i Gazebo Penguins, sta proprio nell’identità sotterranea, legata all’underground non solo come dimensione di passaggio verso il mainstream, ma come parte integrante della propria identità.
Dalle difficoltà dovute alla pandemia, mentre le major (potendoselo permettere) rimandavano le uscite, Dischi Sotterranei sceglie di continuare a pubblicare, riuscendo a ritagliarsi uno spazio nella scena italiana in particolare con i Post Nebbia e l’album del 2020 Canale Paesaggi. La vera consacrazione arriva però con il successivo Entropia Padrepio del 2022, album e anno della ripartenza, accompagnato da un lunghissimo tour in tutta Italia e che ha con il suo successo creato particolare interesse verso l’etichetta e gli altri artisti del roster.
Dischi Sotterranei non è solamente un’etichetta con cui pubblicare musica. È una realtà di cui fare parte quotidianamente, una famiglia allargata in cui artisti giovani e meno giovani si riconoscono come membri di una comunità, e con loro i fan stessi diventano parte di questo gruppo. La Festa di Dischi Sotterranei è il momento culmine di questa comunità, che si rinforza e si ritrova ogni anno nella casa madre del Pedro, dove musicisti e spettatori si incontrano.
Venerdì 15 Novembre: La Festa ha inizio
La formula della Festa ormai è ben consolidata, con la consueta alternanza tra l’ampio main stage e il più stretto e lungo second stage, dove negli anni Visconti, TA GA DA e Halley DNA hanno regalato pogo difficili da descrivere se non dall’alto della terrazza del piano di sopra del Pedro.
Tra ritorni e prime volte, dopo l’esibizione dei New Candys in Casetta Zebrina all’orario dell’aperitivo, inizia ufficialmente la Festa venerdì 15 novembre con Gaia Morelli, ex Baobab, che ha portato in scena brani dal suo nuovo album solista La Natura delle Cose, allontanandosi dalle sonorità psych del progetto precedente per un sound più rock e che live suona particolarmente (e forse per chi non l’avesse già vista dal vivo anche sorprendentemente) distorto, regalando al pubblico una inaspettata e graditissima cover di “The Man of Metropolis Steals Our Hearts” di Sufjan Stevens.
Tornano anche i Vanarin, alla terza partecipazione alla Festa, che hanno suonato brani del nuovo album in lavorazione di cui sono già disponibili cinque singoli nell’ep Lost, con i loro arrangiamenti sofisticati a metà tra psych rock e R&B, confermando una maturazione particolarmente interessante che ha convinto anche sul palco.
Spiare dal piano di sopra
Nel mentre, tra una band e l’altra c’è chi si sposta da palco a palco, chi si aggira per il piano di sopra per sedersi o per osservare dall’alto i due palchi, o chi esce fuori a tirare una boccata d’aria (abbastanza gelida). Il Pedro brulica ormai di persone tanto che nel second stage è difficile vedere qualcosa se si esita qualche minuto in più del dovuto. E in mezzo ad assistere ad ogni live ci si può incrociare con amici, musicisti in attesa della propria esibizione o che hanno appena suonato, e farci due chiacchiere o giocarci a calcio balilla.
Dopo le esibizioni di Vipera, forse l’artista più sperimentale del roster, e l’esuberanza di Jessie The Faccio, l’atmosfera si scalda con i Laguna Bollente, duo veneziano di culto con i loro testi taglienti e atmosfere lo-fi. Iniziano a vedersi i primi pogo e i primi stage dive della serata, dinamica che a qualsiasi Festa non può mancare e che al di fuori è raro trovare in questa dimensione.
Da nessuna parte si poga come alla Festa di Dischi Sotterranei
A mezzanotte e mezza salgono sul main stage i Gazebo Penguins a dare il colpo definitivo: gente trasportata da decine di mani in un mare di folla e pogo senza fine, la band più importante della scena emo italiana e new entry della famiglia di Dischi Sotterranei suona anche un nuovo brano, “Inospitale”, che sarà parte del prossimo album, primo in uscita con la nuova etichetta.
Ormai nel climax della serata arriva il pop punk dei TA GA DA, con una sorprendente ed esplosiva cover finale di “In The End” dei Linkin Park che manda in delirio il pubblico del Pedro
in un clamoroso canto collettivo. La serata si conclude con le bestemmie a 180 bpm dei Dead Cells Corporation nel second stage e la commistione tra synth e batteria dei Planet Opal nel main, in un lungo set che ha fatto ballare il Pedro fino alle 3.30 di notte.
Sabato 16 Novembre: Si ricomincia
Dopo una lunga giornata di riposo per riprendersi dalla serata precedente, è già tempo di tornare in Casetta Zebrina, dove dalle 18.00 suona Roncea, che come al solito riesce ad essere simpatico e divertente nonostante canti solo canzoni tristi (e gli vogliamo un sacco bene per questo).
La serata al Pedro inizia col botto sempre alle 21.30 con Non Voglio che Clara, una delle band più esperte del roster dell’etichetta, con il suo rock sofisticato e avvolgente. Dopo l’esibizione di Merli Armisa, una delle novità più interessanti di quest’anno, è il momento di Coca Puma, ormai consacrata a nuovo astro nascente del pop italiano. Vedendola già sul main stage con il pubblico che canta le sue canzoni a memoria fa impressione ricordare che solo un anno prima si esibiva alla Festa come Coca Puma per la prima volta, confermandosi in poco tempo come uno dei progetti di punta dell’etichetta.
Da nessuna parte si poga come con Visconti alla Festa di Dischi Sotterranei
Tra i nomi più attesi c’era sicuramente lui, Visconti, alfiere del post punk italiano che con Boy di Ferro ha realizzato uno degli album più accattivanti ed energici dell’anno. Alla Festa di Dischi Sotterranei è un habituè, pochi sanno infiammare il pubblico come lui con le sue esplosioni di chitarra e batterie sincopate. Se qualcuno poteva essere preoccupato che sul main stage si pogasse meno che nel palco più piccolo, Visconti ha subito tolto ogni paura. Dopo un’intro strumentale esplode subito il Pedro sulle note di Wandervogel, singolo di punta estratto dal nuovo album, per poi sfociare in un continuo pogo in cui ogni 30 secondi circa qualcuno si alzava in aria per venire trascinato dalla folla.
Uno dei momenti che tutti ricorderanno di questa festa è sicuramente l’eroe che prendendo un cartonato del logo di Dischi Sotterranei si è arrampicato sul palco e lo ha fatto sollevare da decine di mani per cercare letteralmente di surfarci sopra in piedi, salvo cadere pochi secondi dopo. Ma ci ha riprovato, stavolta stendendosi sopra, nuotando con braccia e piedi sopra il coccodrillo di Dischi Sotterranei, supportato da braccia e mani che lo hanno trascinato per buona parte del main stage. Sicuramente una delle immagini più iconiche di questa edizione della Festa. Infine, Visconti stesso si lancia sul pubblico, trascinato anche lui dalla folla.
Arriva la Nebbia
E dato che ormai il pubblico è caldissimo, arriva il momento clou della serata, la band simbolo della crescita degli ultimi anni di Dischi Sotterranei. Si parla ovviamente dei Post Nebbia, di cui venerdì 22 novembre 2024 verrà pubblicato il nuovo album Pista Nera. Il set è dedicato unicamente a brani del prossimo lavoro in uscita, passando dai due singoli già pubblicati e da brani suonati alla Festa dello scorso anno a qualche novità interessante, lasciando pregustare una dimensione ancora innovativa, piena di fuzz e chitarre distorte, alla ricetta psych rock della band padovana guidata da Carlo Corbellini. Anche qui non mancano i pogo e lo stage dive finale di Carlo, che chiude con una cover di “Stasera… Che Sera!” di Matia Bazar, con il supporto di un gobbo umano a tenergli il testo.
Fuori intanto, manco a farlo apposta, un profondo strato di nebbia grigia e fredda ha avvolto l’esterno del CSO Pedro, con un perfetto tempismo. È la nebbia post Post Nebbia, una nebbia che in realtà a chiunque sia di queste parti fa sentire sempre un po’ a casa.
Domenica 17 Novembre: Castagne, vin brûlé e gente che canta Marco Castello
Nel corso della Festa uno spettro si aggirava per il Pedro, il solito showcase segreto gratuito di domenica pomeriggio, rivelato alle 22.00 di sabato. In realtà dato che questo “spettro” siciliano si è letteralmente aggirato per il Pedro per due giorni era difficile non capire che quell’ospite sarebbe stato Marco Castello, ma la notizia è stata comunque accolta con grande entusiasmo.
Domenica in Casetta Zebrina c’era così tanta gente che entrare era quasi impossibile. Gente affacciata in massa alle finestre cercando di vedere uno scorcio del set acustico in solo del cantante siciliano, altri ammassati sulle porte, altri ancora dentro il locale, altri che neanche ci hanno provato e si sono piazzati nella (lunga) fila per prendere vin brûlé e castagne.
Personalmente, essendo rimasto dentro ma dal lato opposto del locale rispetto al palco, non ho visto Marco Castello e ho a malapena sentito Marco Castello, ma ho sentito decine di persone prese bene che urlavano con Marco Castello e ridevano e cantavano, e anche solo stare lì era abbastanza.
Famiglia Sotterranea
Se guardate i video della festa, le interviste, gli articoli, una delle parole che emerge di più per descrivere Dischi Sotterranei è “famiglia”. Ed è questa dimensione che differenzia Dischi Sotterranei da qualsiasi altra realtà indipendente e non in Italia in questo momento. La Festa di Dischi Sotterranei è quella cosa in cui visto che è il compleanno di Gaia Morelli dal pubblico iniziano a cantare tanti auguri durante il set.
È quel posto dove ti puoi ritrovare a giocare a calcio balilla con i Vanarin o puoi bere una birra con vecchi amici. È dove le tue band preferite propongono canzoni nuove che devono ancora uscire o cover sorprendenti che fanno cantare tutti assieme. Dove il pubblico è sempre caldo, sempre in vena di spingersi, muoversi e colpirsi affettuosamente, ma anche di sostenersi e aiutarsi in caso qualcuno abbia bisogno. La sensazione di fare parte di qualcosa si respira letteralmente, non solo in quei tre giorni, ma la si porta dietro tutto l’anno, fino poi a ritrovarsi nello stesso posto assieme, in un appuntamento fisso, come una vera e propria festività imperdibile. Insomma, a Natale e Pasqua fate quello che volete, ma a metà novembre indipendentemente da dove siate tocca tornare a Padova, tocca tornare a casa, ogni anno e sempre alla Festa di Dischi Sotterranei.
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